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	<title>Comments on: Daily dump: Why are we supposed to care about TV ratings?</title>
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	<description>Sports news, rants and humor &#124; NFL, NBA, MLB, NCAA and more</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Mar 2010 12:32:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: v.s.gaudio</title>
		<link>http://sportspoop.com/random-poop/daily-dump-why-are-we-supposed-to-care-about-tv-ratings/comment-page-1/#comment-867</link>
		<dc:creator>v.s.gaudio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 12:25:33 +0000</pubDate>
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		<description>La massa e la resistenza muscolare del cielo 
di Erika Prezerakou e Yelena Isinbayeva

Lo sport puramente locomotorio della Prezerakou e della Isinbayeva richiede una forza muscolare alta come la solidità di articolazioni e legamenti.
L’elevata capacità di rilassarsi permette che l’equilibrio tra massa muscolare e resistenza muscolare e cardiorespiratoria faccia eseguire le prove con grande abilità.
L’atleta, sia la greca che la russa, nel circuito di flessibilità, viene vista dal visionatore di Morin nell’”autotrasfusione”, in cui cammina lentamente con le braccia alzate sopra la testa stringendo ripetutamente le mani a pugno, e nella “bicicletta”, in cui, sdraiata sul dorso con le gambe all’aria e le anche sollevate sostenute dalle mani, pedala per cicli di 60 giri; fino al “sollevare le anche”, in cui sempre sdraiata per terra mette le piante dei piedi sul pavimento vicino ai glutei e alza lentamente le anche tenendole staccate dal pavimento cosicché la parte bassa della schiena sia stirata.
Il visionatore di Morin visualizza il risultato che l’atleta desidera e il corpo dell’atleta farà del suo meglio per compiacerlo: il corpo segue i suggerimenti della mente, perché l’intero sistema nervoso motorio è collegato al segnale visuale; “visuale” significa qui non semplicemente quello che si vede, ma anche quello che si concettualizza: l’atleta visualizza il risultato; il visionatore, su questo pensiero che organizza l’esecuzione, visualizza l’assolutezza anonima  dell’esecuzione atletica.
Tra l’asta, con cui si dovrà correre, e l’inversione del “salto del canguro”, con cui ci si cala dal cielo, c’è tutta questa “attesa” che lega il risultato dell’atleta all’esecuzione del visionatore; nel campo visivo, in quell’angolo di 45° che è la finestra dell’impatto estetico, c’è l’”iconicità pregnante” che dà massa e resistenza muscolare  al cielo, e la “polisemia iconica” che di nuovo rende infinita la mobilità del pondus dell’atleta, che è ritornata sul piano dell’orizzonte del visionatore.
V.S.Gaudio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La massa e la resistenza muscolare del cielo<br />
di Erika Prezerakou e Yelena Isinbayeva</p>
<p>Lo sport puramente locomotorio della Prezerakou e della Isinbayeva richiede una forza muscolare alta come la solidità di articolazioni e legamenti.<br />
L’elevata capacità di rilassarsi permette che l’equilibrio tra massa muscolare e resistenza muscolare e cardiorespiratoria faccia eseguire le prove con grande abilità.<br />
L’atleta, sia la greca che la russa, nel circuito di flessibilità, viene vista dal visionatore di Morin nell’”autotrasfusione”, in cui cammina lentamente con le braccia alzate sopra la testa stringendo ripetutamente le mani a pugno, e nella “bicicletta”, in cui, sdraiata sul dorso con le gambe all’aria e le anche sollevate sostenute dalle mani, pedala per cicli di 60 giri; fino al “sollevare le anche”, in cui sempre sdraiata per terra mette le piante dei piedi sul pavimento vicino ai glutei e alza lentamente le anche tenendole staccate dal pavimento cosicché la parte bassa della schiena sia stirata.<br />
Il visionatore di Morin visualizza il risultato che l’atleta desidera e il corpo dell’atleta farà del suo meglio per compiacerlo: il corpo segue i suggerimenti della mente, perché l’intero sistema nervoso motorio è collegato al segnale visuale; “visuale” significa qui non semplicemente quello che si vede, ma anche quello che si concettualizza: l’atleta visualizza il risultato; il visionatore, su questo pensiero che organizza l’esecuzione, visualizza l’assolutezza anonima  dell’esecuzione atletica.<br />
Tra l’asta, con cui si dovrà correre, e l’inversione del “salto del canguro”, con cui ci si cala dal cielo, c’è tutta questa “attesa” che lega il risultato dell’atleta all’esecuzione del visionatore; nel campo visivo, in quell’angolo di 45° che è la finestra dell’impatto estetico, c’è l’”iconicità pregnante” che dà massa e resistenza muscolare  al cielo, e la “polisemia iconica” che di nuovo rende infinita la mobilità del pondus dell’atleta, che è ritornata sul piano dell’orizzonte del visionatore.<br />
V.S.Gaudio</p>
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